“Le scorie non sono un problema per la salute. Io potrei dormire in camera con le scorie nucleari, non esce neanche una minima quantità di radiazioni”. Questo il parere di Umberto Veronesi, che purtroppo non è solo un grande fan dell’energia nucleare, ma è anche fresco di nomina alla guida dell’Agenzia per la sicurezza nucleare e in quanto tale chiamato a tutelare i cittadini dai rischi legati a questa fonte di energia
Scorie nucleari in camera da letto? "Proteggiamo Veronesi da se stesso"
Un’affermazione, quella raccolta dalle agenzie di stampa qualche giorno fa dal neo presidente dell'Agenzia per la sicurezza nucleare, che ha fatto sobbalzare gruppi ambientalisti italiani. Gli attivisti di Legambiente hanno salutato il paradosso di Veronesi con “Buonanotte nucleare!”, un blitz organizzato lunedì mattina davanti alla sede del ministero dello Sviluppo economico con l’augurio che la nuova avventura nucleare italiana si riveli alla fine solo un incubo passeggero. Durante il blitz hanno allestito simbolicamente una camera da letto matrimoniale, con tanto di abatjour su due comodini realizzati con fusti radioattivi, dove riposavano due attivisti di Legambiente in pigiama, sotto uno striscione dallo slogan eloquente "Sogni d'oro".
Se Legambiente ha scelto il fioretto dell’ironia, molto più duro è stato invece l’intervento su 'Il Manifesto' di domenica scorsa di Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia, secondo il quale se “un’affermazione di qu...
Un’affermazione, quella raccolta dalle agenzie di stampa qualche giorno fa dal neo presidente dell'Agenzia per la sicurezza nucleare, che ha fatto sobbalzare gruppi ambientalisti italiani. Gli attivisti di Legambiente hanno salutato il paradosso di Veronesi con “Buonanotte nucleare!”, un blitz organizzato lunedì mattina davanti alla sede del ministero dello Sviluppo economico con l’augurio che la nuova avventura nucleare italiana si riveli alla fine solo un incubo passeggero. Durante il blitz hanno allestito simbolicamente una camera da letto matrimoniale, con tanto di abatjour su due comodini realizzati con fusti radioattivi, dove riposavano due attivisti di Legambiente in pigiama, sotto uno striscione dallo slogan eloquente "Sogni d'oro".
Se Legambiente ha scelto il fioretto dell’ironia, molto più duro è stato invece l’intervento su 'Il Manifesto' di domenica scorsa di Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia, secondo il quale se “un’affermazione di questo tipo la facesse in qualità di presidente dell’Agenzia di sicurezza nucleare in qualche documento ufficiale Veronesi andrebbe denunciato per falso ideologico”.
Spiega Onufrio: “Le analisi correnti dell’emissione radioattiva delle scorie vetrificate – quelle dirette a Gorleben in Germania per le quali ci sono state le manifestazioni a novembre – indicano che a un metro di distanza il rateo di dose, a seconda del tipo di contenitore, è di 40, 100 o 200 microSievert all’ora (World Nuclear Transport Institute, luglio 2006). Supponendo che il professor Veronesi dorma 6 ore a notte, ci passerebbe 2.190 ore all’anno. La dose di radiazioni conseguente (gamma e neutroni) varierebbe, a seconda del tipo di contenitore e di scorie, da 87 a 438 milliSievert (mSv) all’anno, quando la dose massima consentita per un individuo della popolazione è di 1 mSv all’anno (i lavoratori addetti sono invece autorizzati a prenderne 20 all’anno)”.
Nell’ipotesi in cui il professore preferisse tenere in camera da letto materiali nucleari non irraggiati, “allora se la passerebbe molto meglio: infatti in questo caso il rateo di dose varia da 1 a 6 microSv all’ora con una dose annuale tra 2 e 12 mSv (comunque dal doppio a 12 volte la dose massima ammessa per la popolazione)”, osserva Onufrio.
Cosa accadrebbe se, per assurdo, tutti i cittadini italiani seguissero l’esempio del professor Veronesi nell’esperimento di dormire accanto alle scorie nucleari trasportate a Gorleben, pur “assumendo quelle con il minore irraggiamento e una permanenza di sole 6 ore a notte”? A conti fatti, “avremmo una dose collettiva annuale superiore ai 5 milioni di Sievert, dose per la quale, applicando i coefficienti ufficiali di rischio, avremmo oltre 250 mila casi di tumore fatali all’anno”, conclude Onufrio. Che conclude sarcastico: qualcuno per favore vuol proteggere Veronesi da sé stesso?
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