L’approvazione mercoledì scorso da parte del Parlamento spagnolo del Real Decreto-Ley 14/2010, che impone un limite alle ore di produzione degli impianti fv aventi diritto alle tariffe incentivanti, è solo l’ultimo capitolo di una storia infinita che ha visto opposti negli ultimi tre anni governo e operatori del fv. Sullo sfondo il declino di uno dei mercati fv più promettenti al mondo
Spagna, "Oltre 630mila ricorsi contro i tagli agli incentivi fv"
Il provvedimento fa il paio con il Real Decreto 1565/2010, che stabilisce un taglio alle tariffe incentivanti dal 5% al 25% per gli impianti fv su tetto e addirittura del 45% per installati al suolo. Approvato il 26 gennaio scorso con 175 voti a favore, 12 contrari e ben 157 astenuti, il nuovo Real Decreto-Ley 14/2010, prevede che durante i prossimi tre anni le installazioni fv avranno diritto agli incentivi per 1.250 ore di produzione in un anno. L’energia elettrica in eccedenza rispetto a questo monte di ore sarà invece acquistata al prezzo di mercato. Secondo i calcoli delle associazioni del settore, in questo modo, la remunerazione sarà ridotta di circa il 30% per almeno il 90% degli impianti fv. A parziale compenso delle perdite, il periodo di incentivazione sarà esteso da 25 a 28 anni.
Secondo il governo, le nuove misure comporteranno un risparmio di circa 2,2 miliardi di euro in tre anni. Il ministro dell'Industria, Miguel Sebastián, ha spiegato che il loro obiettivo è “e...
Il provvedimento fa il paio con il Real Decreto 1565/2010, che stabilisce un taglio alle tariffe incentivanti dal 5% al 25% per gli impianti fv su tetto e addirittura del 45% per installati al suolo. Approvato il 26 gennaio scorso con 175 voti a favore, 12 contrari e ben 157 astenuti, il nuovo Real Decreto-Ley 14/2010, prevede che durante i prossimi tre anni le installazioni fv avranno diritto agli incentivi per 1.250 ore di produzione in un anno. L’energia elettrica in eccedenza rispetto a questo monte di ore sarà invece acquistata al prezzo di mercato. Secondo i calcoli delle associazioni del settore, in questo modo, la remunerazione sarà ridotta di circa il 30% per almeno il 90% degli impianti fv. A parziale compenso delle perdite, il periodo di incentivazione sarà esteso da 25 a 28 anni.
Secondo il governo, le nuove misure comporteranno un risparmio di circa 2,2 miliardi di euro in tre anni. Il ministro dell'Industria, Miguel Sebastián, ha spiegato che il loro obiettivo è “evitare aumenti eccessivi delle tariffe elettriche” e ha aggiunto che il taglio agli incentivi “non è né retroattivo”, come denunciato dagli operatori del fv spagnolo, “né minaccia la redditività delle impianti”, ma si tratta solo di una misura “temporanea, ragionevole, equa, necessaria a garantire il futuro del sistema”.
Dura la realizzazione delle associazioni delle settore. Per Aef (Asociación empresarial fotovoltaica), Asif (Asociación de la industria fotovoltaica) e Appa (Asociación de productores de energías renovables), il Real Decreto-Ley 14/2010 dà il colpo di grazia alla credibilità della Spagna come possibile meta degli investimenti nazionali e internazionali. Non solo: metterà a rischio migliaia di imprese e privati che hanno investito qualcosa come 20 miliardi di euro nel fv e, di conseguenza, migliaia di posti di lavoro.
Asif, in particolare, ricorda che il provvedimento, colpirà oltre 200mila persone in qualche modo legate a un parco fv da oltre 53mila impianti. Pertanto, l’associazione ha messo in piedi una piattaforma legale attraverso cui favorire e incanalare le centinaia di migliaia di ricorsi attesi: gli operatori calcolano che saranno almeno 630mila.
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