Sicurezza energetica, rilancio dell’economia, spinta occupazionale. Ma anche enorme contributo al raggiungimento degli obiettivi europei al 2020, in particolare al target di riduzione dei gas serra. Che potrebbe anche essere più ambizioso. Queste le promesse legate alla crescita del fv europeo evidenziate nella sesta edizione di Solar Generation, il rapporto di Epia e Greenpeace
Solar Generation: taglio dei gas serra al 30%? Per Ue più facile grazie al fv
“Il fotovoltaico è una tecnologia chiave nella lotta ai cambiamenti climatici. Dai nostri studi risulta che è in grado di creare 35-50 posti di lavoro per tonnellata di CO2 evitata incrementando nel frattempo la sicurezza degli approvvigionamenti di energia e riducendo la dipendenza dall’estero”. Lo ha sottolineato
Sven Teske, esperto energetico ‘senior’ di Greenpeace International, presentando
‘Solar Generation 6’, il rapporto realizzato in collaborazione con l’Epia, dal quale emerge che
il fv potrebbe coprire il 12% della domanda energetica europea nel 2020 e addirittura il 9% di quella mondiale nel 2030.
Stando agli attuali ritmi di crescita,
secondo lo studio gli investimenti globali nell’elettricità solare potrebbero addirittura raddoppiare nei prossimi cinque anni, passando dai 35-40 miliardi di euro di oggi a oltre 70 miliardi nel 2015, metà dei quali nel solo Vecchio Continente. Parallelamente crescerebbe anche il numero degli occupati nel fv passando dagli ...
“Il fotovoltaico è una tecnologia chiave nella lotta ai cambiamenti climatici. Dai nostri studi risulta che è in grado di creare 35-50 posti di lavoro per tonnellata di CO2 evitata incrementando nel frattempo la sicurezza degli approvvigionamenti di energia e riducendo la dipendenza dall’estero”. Lo ha sottolineato
Sven Teske, esperto energetico ‘senior’ di Greenpeace International, presentando
‘Solar Generation 6’, il rapporto realizzato in collaborazione con l’Epia, dal quale emerge che
il fv potrebbe coprire il 12% della domanda energetica europea nel 2020 e addirittura il 9% di quella mondiale nel 2030.
Stando agli attuali ritmi di crescita,
secondo lo studio gli investimenti globali nell’elettricità solare potrebbero addirittura raddoppiare nei prossimi cinque anni, passando dai 35-40 miliardi di euro di oggi a oltre 70 miliardi nel 2015, metà dei quali nel solo Vecchio Continente. Parallelamente crescerebbe anche il numero degli occupati nel fv passando dagli oltre 300mila attuali a 600mila nel 2015 a 1,6 milioni nel 2020, se sarà garantito un adeguato supporto al settore.
“Negli ultimi anni, il fv ha fatto registrare insieme all’incremento dei tassi di efficienza anche una notevole riduzione dei costi”, ha aggiunto il presidente di Epia
Ingmar Wilhelm. I prezzi sono calati di circa il 40% dal 2005 ed entro il 2015 dovrebbero diminuire di un ulteriore 40%, il che porta a prevedere che il costo del kWh fv per le utenze finali sarà presto competitivo con quello delle fonti tradizionali in molti paesi europei.
Per quanto riguarda la capacità installata, il rapporto stima che si passerà dagli oltre 36 GW di fine 2010 a circa 180 GW entro il 2015, di cui circa 100 GW nell'Unione europea dagli attuali 28 GW. Se invece si spinge lo sguardo al 2020, il potenziale raggiunge i 350 GW a livello mondiale.
Alla luce di queste considerazioni, l’Unione europea dovrebbe puntare sull'incremento del target di riduzione delle emissioni climalteranti dal 20% attuale al 30% entro il 2020 rispetto al 1990, come richiesto da paesi come Germania e Francia. Con i numeri promessi dal fv nei prossimi anni, infatti, per l’Europa sarebbe facile raggiungere un obiettivo più ambizioso.
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