Pace fatta tra i ministri dello Sviluppo economico,
Paolo Romani, e dell’Ambiente,
Stefania Prestigiacomo? Sembra di sì, con tanto di scuse anche da parte del primo che aveva dato alla ministra addirittura della “matta”. Questo significa che la firma del Quarto Conto Energia potrebbe questa volta davvero essere imminente e arrivare già oggi oppure domani. Ma questo Governo ci ha abituato a tutto, perciò non ci resta che attendere fiduciosi. Intanto, però, può essere interessante tornare sul tema dal quale tutta la vicenda ha avuto inizio, e cioè sui costi del fv sulla collettività. Un argomento brandito dal Governo per uccidere nella culla il Terzo Conto Energia, nato appena sei mesi prima, che ha trovato larga eco sulla stampa e sui media, come abbiamo visto più volte su
zeroEmission. Tuttavia, una corretta analisi dei costi del fotovoltaico non può prescindere da quella dei suoi benefici. Interessante a questo proposito è il contributo offerto dal lavoro svolto da un ri...
Pace fatta tra i ministri dello Sviluppo economico,
Paolo Romani, e dell’Ambiente,
Stefania Prestigiacomo? Sembra di sì, con tanto di scuse anche da parte del primo che aveva dato alla ministra addirittura della “matta”. Questo significa che la firma del Quarto Conto Energia potrebbe questa volta davvero essere imminente e arrivare già oggi oppure domani. Ma questo Governo ci ha abituato a tutto, perciò non ci resta che attendere fiduciosi. Intanto, però, può essere interessante tornare sul tema dal quale tutta la vicenda ha avuto inizio, e cioè sui costi del fv sulla collettività. Un argomento brandito dal Governo per uccidere nella culla il Terzo Conto Energia, nato appena sei mesi prima, che ha trovato larga eco sulla stampa e sui media, come abbiamo visto più volte su
zeroEmission. Tuttavia, una corretta analisi dei costi del fotovoltaico non può prescindere da quella dei suoi benefici. Interessante a questo proposito è il contributo offerto dal lavoro svolto da un ricercatore del Cnr,
Francesco Meneguzzo (Aspo Italia) in collaborazione con un economista,
Giuseppe Artizzu (Cautha Srl), che hanno realizzato una delle
prime analisi empiriche sull’effetto calmierante della produzione fotovoltaica immessa in rete sul prezzo all’ingrosso dell’elettricità.
Insomma, grazie al fotovoltaico le bollette si sgonfiano. Il punto di forza del fotovoltaico è infatti che la massima produzione si registra nelle ore di massima insolazione, proprio quando più alto è il costo dell’energia elettrica prodotta da fonte tradizionale.
Meneguzzo e Artizzu sono partiti dai dati forniti da Terna e dal Gestore dei Mercati Energetici per i giorni lavorativi dal 1 marzo al 14 aprile scorsi: il vantaggio del fv emerge in particolare nelle ore diurne di picco, ma è visibile anche nelle ore in cui il fabbisogno è più basso. Nel dettaglio, nel periodo preso in considerazione “a fronte di una produzione solare in rete di circa 263 GWh (223 GWh secondo Terna nel mese di marzo, inclusi feriali e festivi)”, si stima un onere di incentivazione in Conto Energia, da coprire con la componente A3 della bolletta, “di circa 106 milioni di euro”. Ma nelle ore di picco (fabbisogno superiore a 44-45 GW) si riscontra una differenza di prezzo medio dell’elettricità tra le ore diurne, quando in rete viene immessa energia proveniente da impianti fv, rispetto alle ore serali o di ombreggiamento. Insomma, quando aumenta la produzione fv il prezzo cala tra “1 e 15 euro / MWh” tra i due momenti della giornata, a seconda del livello di fabbisogno.
Dunque: il prezzo dell’energia elettrica cala se c’è il sole ed aumenta il fabbisogno. Questo perché si rende superfluo il funzionamento di impianti alimentati da fonti convenzionali relativamente meno efficienti e si riducono gli sprechi.
A conti fatti, nel periodo oggetto di analisi “l’effetto calmierante della produzione fotovoltaica ha comportato un risparmio stimato fra 21 e i 34 milioni di euro, ovvero il 20-32% dell’onere di incentivazione (Conto energia, ndr), che si sostanzia in una compressione di pari ammontare del margine di profitto del parco di generazione complessivo.”
Ecco alcuni importanti spunti di riflessione che offre lo studio. Innanzitutto che, in corrispondenza delle ore di picco diurne, l’effetto calmierante del fv sul prezzo dell’energia elettrica arriva a coprire “dal 54% al 92% dell’onere di incentivazione”. Si comprende dunque come nei mesi estivi, in cui si concentra maggiormente la produzione fotovoltaica, il vantaggio della sua immissione in rete risulti ancora maggiore.
Con il fv ci guadagnano insomma un po’ tutti: le famiglie e le piccole imprese che pagano meno per la componente ‘energia’ in bolletta, ma il guadagno è addirittura maggiore per le imprese energivore che per scelta del legislatore godono di una componente A3 ridotta. Per queste ultime al di sopra di specifiche soglie di consumo mensile, l’effetto compensativo può verosimilmente generare un beneficio economico netto.
L’analisi offerta da Meneguzzo e Artizzu è solo la prima tappa di uno studio di più ampio respiro sull'effettiva dinamica dei mercati elettrici in presenza di fonti rinnovabili, come l'eolico o il solare. La prossima puntata sarà un’analisi per tutta l'estate, il periodo in cui (anche nelle esperienze estere) la limatura sui picchi di prezzo sarà più sensibile. Bisogna precisare comunque che il beneficio appena descritto non è l’unico offerto dal fv. Ricordiamo per citarne alcuni quelli in termini di entrate fiscali per lo stato e in termini occupazionali, oltre 100.000 addetti tra impiegati diretti e indiretti. (f.n.)