Bilancio 2011 tutto sommato positivo per l’eolico italiano. Il comparto tiene: ma - avvertono Anev e Aper - è necessario provvedere alla rapida emanazione dei provvedimenti da lungo tempo attesi soprattutto evitando ulteriori shock normativi dal 2013
Eolico: "950 MW installati in Italia nel 2011"
Bilancio 2011 tutto sommato positivo per l’eolico italiano: nonostante il settore sia fortemente rallentato nel nostro paese sia dai ritardi nell'emanazione dei decreti attuativi per la riforma degli incentivi all'energia verde prevista dal dlgs 28/2011 sia dal permanere di ostacoli storici allo sviluppo degli impianti eolici, la nuova capacità eolica realizzata l’anno scorso risulta sostanzialmente in linea con la performance del 2010:
950 MW di nuovi turbine eoliche installate e allacciate alla rete che portano la capacità eolica totale nazionale a 6.737 MW. “Un risultato - sottolineano
Anev (Associazione nazionale energia del vento) e
Aper (Associazione produttori di energia da fonti rinnovabili) – che, tuttavia, ci penalizza a livello internazionale dove subiamo
il sorpasso della Francia e con la prospettiva concreta, in assenza di misure adeguate, di essere superati anche dal Regno Unito”.
Il comparto dunque tiene: ma è necessario provvedere alla rapida emanazione dei...
Bilancio 2011 tutto sommato positivo per l’eolico italiano: nonostante il settore sia fortemente rallentato nel nostro paese sia dai ritardi nell'emanazione dei decreti attuativi per la riforma degli incentivi all'energia verde prevista dal dlgs 28/2011 sia dal permanere di ostacoli storici allo sviluppo degli impianti eolici, la nuova capacità eolica realizzata l’anno scorso risulta sostanzialmente in linea con la performance del 2010:
950 MW di nuovi turbine eoliche installate e allacciate alla rete che portano la capacità eolica totale nazionale a 6.737 MW. “Un risultato - sottolineano
Anev (Associazione nazionale energia del vento) e
Aper (Associazione produttori di energia da fonti rinnovabili) – che, tuttavia, ci penalizza a livello internazionale dove subiamo
il sorpasso della Francia e con la prospettiva concreta, in assenza di misure adeguate, di essere superati anche dal Regno Unito”.
Il comparto dunque tiene: ma è necessario provvedere alla rapida emanazione dei provvedimenti da lungo tempo attesi soprattutto
evitando ulteriori shock normativi dal 2013 non solo per tutelare la crescita ma per mettere al sicuro i 30.000 posti di lavoro del comparto. Una priorità in tempi di crisi come questo: la performance dell’eolico italiano nel 2011 può infatti far pensare a un settore che si mantiene in equilibrio, ma in realtà non è così. Bisogna considerare – spiegano le due associazioni - come la quasi totalità della potenza eolica installata nel 2011 trae origine da iter autorizzativi iniziati da diversi anni che hanno visto la loro conclusione solo in tempi recenti, dopo un percorso molto accidentato della durata media di 4 anni, invece dei 180 giorni previsti. "Questa inefficienza del sistema, accompagnata dall’emanazione del dlgs. n. 28/2011, di cui da quasi un anno si attendono i decreti attuativi con i quali definire le misure incentivanti per gli impianti che entreranno in esercizio dopo il 1 gennaio 2013, ha influito e influirà ancora sull’ accelerazione delle installazioni nel biennio 2011/2012, a discapito delle iniziative post 2012”, sottolineano le associazioni. Così rischia di venire meno un’opportunità reale di rilancio per l’economia nazionale a causa del blocco di un settore in grado, è bene ricordarlo, di creare occupazione al ritmo di circa 5.000 nuovi posti di lavoro all'anno, ma che, se non sorretto da adeguate politiche di sostegno e da un quadro normativo stabile, difficilmente potrà attrarre nuovi investimenti. "Il dato comunque importante espresso dalla potenza installata nel 2011 deve far riflettere sulla capacità del sistema eolico nazionale di realizzare una potenza intorno al gigawatt in soli dodici mesi, in un contesto geopolitico e burocratico sempre più complesso. Il che conferma - concludono le due associazioni - che il sistema collegato all’eolico possiede dei fondamentali di lungo termine solidi e che, se opportunamente sostenuto e messo in grado di operare al meglio delle sue potenzialità, può dare un contributo sostanziale all’economia del paese". (f.n.)
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